"Un’isola bassa si allunga al di là del porto, ricca di selve e di capre selvatiche, né molto vicina né molto lontana dalla terra dei Ciclopi": così Omero descrive l’isola all’arrivo di Ulisse. Favignana, l’Aegusa degli antichi, è l’isola maggiore dell’Arcipelago delle Egadi, situata al largo di Trapani e caratterizzata dall’aspetto selvaggio, la bellezza delle coste e la trasparenza del mare che la circonda. Abitata fin dall’epoca preistorica, Favignana è stata teatro di un importante avvenimento nell’antichità: è proprio nelle sue acque, infatti, che nel 241 a.C. si combattè tra Romani e Cartaginesi la battaglia che pose fine alla prima guerra punica, in seguito alla quale Cartagine lascia la Sicilia a Roma. Dopo le alterne vicende di dominazioni che caratterizzano la storia siciliana, l’Arcipelago delle Egadi viene venduto nel 1640 ai Pallavicino-Rusconi di Genova, a cui apparterrà fino al 1874, quando viene acquistato dai Florio. Da quel momento inizia per Favignana un periodo di grande splendore testimoniato dall’elegante Palazzo Florio in stile liberty costruito nel 1876 dall’architetto palermitano Damiani Almeyda e dalla Tonnara, esempio di archeologia industriale che domina il porto di Favignana. La "Farfalla", come spesso viene chiamata l’isola, ha il corpo costituito dalla collina e le due grandi ali sono costituite dalle due pianure, una ad est, denominata la Piana, ed una a ovest, chiamata Bosco. L’attuale nome di Favignana si deve al vento Favonio, vento caldo che vi imperversa durante alcuni periodi dell’anno mitigandone il clima. In tempi recenti la sua storia si lega alla famiglia Florio, che vi impianta una tonnara, la cui imponente mole domina ancora il paesaggio, vicino al porto. Ed è proprio la pesca del tonno, con la mattanza, che nel passato ha costituito l’attività principale degli abitanti dell’isola (favignanesi). L’estrazione del tufo era in passato una delle principali attività. I blocchi, una volta tagliati, venivano esportati nel resto della Sicilia e in Nord Africa. |